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Bestiario coevo

Qui inizia il libro sulla natura delle bestie. Di leoni, pantere e tigri, lupi e volpi, cani e scimmie, l’uomo e i suoi prodotti sono i più potenti degli animali; non saranno eguagliati da nessuno. Il nome “bestia” si applica a leoni, pantere e tigri, lupi e volpi, cani e scimmie, e a tutti gli altri organismi, macchine ed istituzioni che sfogano la loro rabbia con il dente o l’artiglio, con la fiscalità, l’inquinamento o il conformismo.
Sono chiamati “bestie” dalla forza con cui infuriano.
Sono chiamati “selvaggi” perché godono della loro libertà artificiale e sono sostenuti dalla loro configurazione struttural-funzionale. Sono liberi dalla mortalità e vagano qua e là, e dove il loro istinto li porta, lì sono sopportati.

Nei decenni numerosi studiosi hanno raccolto testimonianze e seguito tracce di codeste bestie, le cui più mirabolanti e accurate descrizioni son qui riportate per tramandare sapienza ai nostri figli e ai figli dei loro figli.

Telecamera (vitrum oculus)

Questa piccola bestia – individuabile in grandissimi numeri, specialmente nelle aree urbane – si abbarbica alla stregua di pianta rampicante sui muri degli edifici cittadini e, una volta stabilita la propria posizione, ivi sosterà per il resto del suo ciclo vitale manifestando il solo istinto di osservare e memorizzare tutto ciò che il suo unico occhio vitreo riesce a cogliere e la sua memoria a contenere; per questo motivo, molti pensano che la telecamera si nutra proprio attraverso vista e che sia munita di solo questo senso.
Non sembra dotata di attitudine alla vita di branco, né di spiccato intelletto – essa, infatti, tende ad orientare lo sguardo sempre nella medesima direzione, quasi come se stesse sorvegliando qualcosa o qualcuno – nonostante alcuni racconti popolari attestino l’esistenza sia di esemplari che sembrerebbero interessati ad oggetti particolari come volti, movimenti o calore, sia di esemplari in grado di riorientare il proprio sguardo.

iconografia del vitrum oculus

Domain Name System (rex nomina)

Il primo avvistamento di questa creatura selvaggia risale al 23 giugno 1983 e fu solo il primo di una lunghissima serie.
I mitologi asseriscono che originariamente il “rex nomina” fosse una sola entità oggi scomposta in 13 bestie la cui maggior parte vive nella Valle del Silicone in uno stato quasi letargico. Qui, e in poche altre parti del mondo, questi esseri arboriformi dalle proporzioni colossali reggono l’infosfera dalla cui sussistenza dipende il crollo o la sopravvivenza di molte Civiltà e, di contro, rilasciano nubi venefiche per l’umanità e la stessa Gea: per quest’ultima ragione, i Domain Name System sono investiti dell’infamante titolo di ecocidi.
I dotti, inoltre, raccontano che queste 13 bestie si nutrano di una ingentissima quantità di energia e che posseggano il dono dell’onniscienza a cui però non sanno attingere senza che sia un essere umano a domandargliela.

iconografia del rex nomina

Tecnobrownies (gnome technica)

Imparentati con i più noti e antichi brownies (ometti marroncini caratterizzati dall’abitudine di far visita alle fattorie scozzesi per aiutare durante la notte nelle faccende domestiche), i tecnobrownies sono piccoli dispositivi materiali o virtuali che aiutano gli umani a pianificare le proprie giornate e a sbrigare i compiti più tediosi – e, talvolta, inutili – come contare i passi, le calorie ingerite, ricordare gli appuntamenti e le date importanti, svegliare gli umani prima del sorger del sole, pulire la domus, falciare il prato, lavar le stoviglie…
Come per i cromatici uccelli esotici, anche per i tecnobrownies si attestano innumerevoli varietà più o meno servizievoli e più o meno indispensabili.

Advertisement (gnome molestus)

Anch’essi imparentati con i brownies, gli advertisement presentano un’indole decisamente meno servizievole e docile e più votata ad una accanita molestia verso gli sventurati umani che con essi entrano in contatto. Tali creature proteiformi assumono svariate sembianze e infestano ormai qualunque ambiente sociale tanto che in alcune antiche scritture compare il termine “Adpocalypse” per designarne la presenza pervasiva. Il loro unico istinto è quello di orientare attenzione e azione altrui verso mete irraggiungibili, verso desideri inappagabili, verso risultati sempre identici, così da ripetere – ancora e ancora – lo stesso logorante comportamento d’acquisto.
Già Paolano da Padova evidenziava la somiglianza tra ciò e il mito di Sisifo, mentre altri storiografi paragonavano gli advertisement alle omeriche sirene nonostante, rispetto a queste, esibiscano una maggiore astuzia. Infatti, essi non abitano sperdute lande marine ma sono strategicamente collocati ovunque, addirittura nei dialoghi umani (“hey, hai sentito che A***** sta vendendo un nuovo prodotto?”).

Corporation (coetus immortalem)

Nate con la rivoluzione industriale, le corporation sono creature immortali e dotate di cognizione fredda e manipolatoria. Sebbene generate originariamente dall’uomo per asservire i suoi interessi, esse ormai sono sfuggite al suo controllo, hanno sviluppato crescente potenza e psicopatia decisionale e sono mosse unicamente dal desiderio di soddisfare la fame insaziabile da cui sono afflitte: per questo, vivono divorando il maggior profitto possibile.
Queste grandi società di capitali non hanno un corpo da tutelare e un’anima da salvare e, pertanto, si abbandonano a condotte immorali che garantiscono l’aumento costante dei profitti anche a costo di impostare coercitivamente stili di vita e forme di pensiero (in questo, molti dotti sostengono che esse vivano in stretta simbiosi con gli advertisement) o a costo di tradire e spiare gli ‘amici’; inoltre, non è raro avvistare una corporation che si abbandona al più bieco cannibalismo senza esperire senso di colpa o responsabilità alcuna.
E’ doveroso menzionare, tuttavia, l’esistenza di corporation votate al bene pubblico e alla promozione dell’armonia sociale nonostante siano perennemente attanagliate dalla fame insaziabile nota come ‘concorrenza’: questo reca onore all’intera specie.

Continua..

-Caduceo


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